curtain's profile::. Teatralità .::PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
|
October 23 Essere artistiC'è una sensazione che a volte prende e rapisce la nostra mente nella convinzione di non riuscire in qualcosa, ma è in realtà una scusante per non applicarsi e non fare sforzo... Come non essere gelosi di quelle persone magre e piene di fantasiose connessioni neurali che sembrano riuscire in azioni apparentemente semplici ma che tutto sono fuorchè semplici azioni... ma dopotutto questo è essere artisti: fare cose complesse applicando una maschera di semplicità.
E forse a questo tutti aspirano: all'arte, all'essere estrosi e fuori da ogni schema dimenticandosi anche di mangiare per non perdere il magnifico e straordinario per quanto sottile rapporto con l'arte, con l'essere con ogni fibra del nostro corpo veri artisti di se stessi.
E come riuscirci? Risposta apparentemente semplice: applicandosi in quello che più diverte e in quello che a prima vista sembra impossibile... ma non credo ci sia maggiore soddisfazione che raggiungere quegli obiettivi che la maggior parte delle persone a noi vicini ci sconsigliava di raggiungere! October 02 Tre Sorelle
Il mese di ottobre, a me sì caro, ha dato il via, grazie a papà DASS, a una nuova stagione di recensioni degli spettacoli in scena al Teatro Argentina... Questa sera Tre Sorelle di Anton Cechov, per la regia di Massimo Castri. Molti avrebbero ostentato la loro leggerezza dichiarandolo senza riserve il classico drammone russo. Ma a dir la verità, queste tre ore e mezza sono decisamente passate senza alcuna fatica… …e stranamente all’uscita avevo una strana leggerezza (non ho fumato nulla!). Salterò a piè pari la trama dell’opera, reperibile ovunque, sottolineando come ultimamente le scenografie degli spettacoli “argentini” si avvicinino molto a quell’idea simbolista e ricolma di metafore che ho io della scenografia. Escludiamo dal palco quel salotto borghese ormai così passato di moda e così troppo esibito da tutti gli scenografi che non hanno immaginazione (e io ne conosco molti, troppi)! e, in questo caso, mettiamo in scena un tavolo rotondo a cui i commensali (personaggi di Tre sorelle) siederanno. Gli attori entrano in scena con ognuno una valigia, simbolo non solo di viaggio, ma anche del bagaglio di emozioni e sentimenti che ognuno porta nell’anima. E quando nel secondo atto ogni personaggio torna a casa propria, in realtà va a sedere su di una sedia in un punto del palcoscenico vicino la propria valigia, simbolo della propria casa. Fondale cambiato tre sole volte e con macchinisti a vista: azzurro, nero e giallo. Influenzando probabilmente l’essere dello spettatore inducendolo a “sentire” un’emozione pre-ordinata… Insomma, un grande spettacolo, con un grande cast. Ciò che questo spettacolo lascia all’uscita non è depressione e malinconia, come potrebbe sembrare, ma una potente voglia di pensare e di cambiare qualcosa in se e nel mondo.
Trattandosi di una prima, i presenti famosi: Massimo Dapporto, Giorgio Albertazzi, Sebastiano Lo Monaco e Michele Placido; proprio quest’ultimo affetto da una forma di influenza tropicale, visto che durante i due atti ha richiesto una bottiglietta d’acqua. Capisco, è difficile resistere fino a casa… ma dopotutto un artista non è un artista se non si circonda di richieste assurde.
Finale della serata: una
lasciatemi ora fantasticare sulla storia della rosa… |
|
|