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November 26 I capitoli dell'infanzia - Dialogo con Davide EniaUna partitura drammaturgicamente musicata. Tre parole che delineano in parte la poetica de I capitoli dell’infanzia. Una mescolanza chimica di elementi musicali, testuali e gestuali. Il teatro è essenzialmente composto da un attore che abbraccia l’anima di un personaggio e che, attraverso parole e gestualità racconta la sua storia trasmettendo emozioni agli spettatori. Autore e attore dei due (per il momento) capitoli, Davide Enia, fa più di questo, lascia che le emozioni arrivino al pubblico amplificate dalla musica che, suonata dal vivo dai musicisti Giulio Barocchieri e Rosario Punzo, segue armoniosamente lo spartito del suo teatro cantato.
R: Bisognerebbe capire qual è la valenza che si dà al termine contemporaneo. Sicuramente mi lusinga: la contemporaneità indica un tentativo di necessità che poi trova mutazione, in questo caso, nel teatro. Cerco di fare qualcosa che sia decisamente contemporaneo, ad un livello tale che non do nessun riferimento temporale a questi spettacoli. La drammaturgia è diventata sentimentale nel capitolo uno e completamente frantumata nel capitolo due. Il capitolo uno è teatro cantato, è un concerto per silenzi, parole, gesti, musiche, suoni e canti a tre voci. La musica è narrativa e quello che fanno loro (i musicisti n.d.a.) è parte integrante, viscerale del racconto, nato materialmente insieme a loro durante le prove: la musica non è una partitura aggiunta successivamente. Come le mie parole hanno cambiato musica, linee melodiche e armonie, così i loro fraseggi musicali, i loro ritmi hanno cambiato la stessa struttura portante del racconto fino ad essere in tre che raccontiamo una medesima storia, cantandola. R: C’è una logica spietata: io non faccio due parti ma due capitoli. I capitoli dell’infanzia è il nome del progetto che investiga questo frammento di età, poi vi sono un capitolo uno che si intitola “Antonuccio si masturba” ed un capitolo due “Piccoli gesti inutili che salvano la vita”, collegati da una fortissima consonanza sentimentale. Chi guarda il capitolo uno si aspetta di ritrovar nel capitolo due alcuni sviluppi narrativi e rimane invece spiazzatissimo all’inizio della sua visione: altri personaggi entrano in gioco. Questo perché ne I capitoli dell’Infanzia si racconta dell’avere tredici anni e dell’averli poi all’improvviso perduti. I capitoli sono due declinazioni diverse dell’atto scenico. Il primo è vicino alla forma del concerto, le musiche sono parte drammaturgica. Il secondo, che possiede una scenografia, ha la drammaturgia frantumata, come frantumato lungo il palco è il movimento attoriale in scena, e si racconta anche senza parole: semplicemente correndo per tre minuti sotto le luci, mentre Giulio e Rosario suonano, ampliando accussì le possibilità espressive proprie del linguaggio teatro. Insomma: il marketing proprio non c’entra nulla.
R: È una cosa che mi viene naturale, poi chiaramente c’è uno sviluppo del mestiere. La mia scrittura è molto fisica, nasce da un dialetto che ha silenzi, pause e gesto e ciò diventa parte integrante del tipo di linguaggio che adopero per questo spettacolo. Dirigersi ha un grande vantaggio, cioè sei tu a giocarti lo spettacolo ogni sera. Sei là dentro e te la rischi ogni volta.
D: C’è un qualcosa che ti spinge a decidere quale personaggio narrerà una storia? R: In maggio ’43 si. Volevo raccontare la storia vista da un ragazzino di 12 anni, perché ha ancora una innocenza per la quale vedere una città bombardata, vedere scomparire una città sotto i tuoi occhi è bello, non hai il senso del lutto. Ogni personaggio ha una vita sua, chi nasce da un TIC, chi nasce da uno sguardo, chi nasce dall’avere gli occhi chiusi. Intuisci che c’è qualcosa e lo svisceri. A volte funziona, a volte no. A volte qualche personaggio, quando lavoro con degli attori (D.E. tiene dei laboratori con attori professionisti n.d.a.), nasce dal fatto che uno sta sbadigliando... ma non ha senso cercare in maniera ossessiva dove sta la genesi di quell’evento, c’è. Interessante è capire perché fra tutti i gesti del mondo, proprio quello fa nascere il personaggio. Ognuno se lo immagina come vuole, e lo fa vivere nella sua testa.
R: Semplicemente – non parlo come artista ma come autore – l’unico vero vantaggio che ha la scrittura è che qualsiasi cosa ti accade, puoi usarla come merce di scambio nel tuo lavoro, dall’esperienza più luminosa alla più abietta.
November 20 IncontriDomani incontrerò due persone che spero possano cambiare (se non in modo radicale, che almeno siano segni di una virata!!!) il percorso della mia vita. La prima artisticamente, la seconda professionalmente. Dopotutto tutto il mio essere, altalena fra due potenziali per quanto remoti, percorsi lavorativi. Il primo spera che qualcuno scopra le mie capacità teatrali (nel senso più artistico del termine); il secondo punta ad una più giornalistica teatralità. Perchè non sognarli entrambi? Dopotutto il lato divertente del sogno è che nesuno te lo può rubare... November 06 Ahimé, il 2007Dopo una attenta riflessione e considerazione basata su di una osservazione della mia agenda mi sono reso conto di quanto il 2007 abbia fatto e stia facendo una strage di grandi personalità che hanno portato la nostra bella Italia ad un alto grado di cultura. Forse ancora non è finita la lista che sto per scrivere, ma prego Dio che possa darmi la forza per contribuire ad aumentare il grado di cultura nel mio Paese:
10 gennaio - Carlo Ponti, produttore cinematografico italiano (n. 1912) 24 gennaio - Vittorio Corona, giornalista italiano (n. 1948) 26 gennaio - Emanuele Luzzati, pittore, animatore e illustratore italiano (n. 1921) 15 febbraio - Enzo Consoli, scrittore, drammaturgo e regista teatrale italiano (n. 1939) 28 febbraio - Giorgio Tosatti, giornalista italiano (n. 1937) 26 marzo - Beniamino Andreatta, economista e politico italiano (n. 1928) 6 aprile - Luigi Comencini, regista italiano (n. 1916) 28 aprile - Luigi Filippo D'Amico, regista, sceneggiatore e scrittore italiano (n. 1924) 11 maggio - Orazio Petrosillo, scrittore e giornalista italiano (n. 1947) 8 giugno - Beppe Recchia, regista italiano (n. 1934) 17 giugno - Gianfranco Ferré, stilista italiano (n. 1944) 20 giugno - Luciano Damiani, scenografo e costumista italiano (n. 1923) 4 luglio - Claudio Rinaldi, giornalista italiano (n. 1946) 20 luglio - Bruno Vasari, scrittore italiano (n. 1911) 30 luglio - Michelangelo Antonioni, regista italiano (n. 1912) Ingmar Bergman, regista, sceneggiatore e scrittore svedese (n. 1918) Michel Serrault, attore teatrale e attore cinematografico francese (n. 1928) 16 agosto - Vito Pallavicini, paroliere italiano (n. 1924) 23 agosto - Bruno Trentin, sindacalista, politico e partigiano italiano (n. 1926) 29 agosto - Pierre Messmer, politico francese (n. 1916) 4 settembre - Gigi Sabani, imitatore, conduttore televisivo e cantante italiano (n. 1952) 6 settembre - Luciano Pavarotti, tenore italiano (n. 1935) 12 settembre - Ettore Cosimi, partigiano e impiegato italiano (n. 1918) 22 settembre - Marcel Marceau, attore teatrale francese (n. 1923) 5 novembre - Roberto Bortoluzzi, giornalista italiano (n. 1921) 6 novembre - Enzo Biagi, giornalista, scrittore e conduttore televisivo italiano (n. 1920) 22 novembre - Maurice Bejart, coreografo francese (n. 1927)
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